Purtroppo, spesso al dolore derivante dalla perdita di un proprio caro si aggiunge il dolore derivante dalla scoperta che un altro erede ha effettuato dei prelievi dal conto corrente del defunto.
Come può tutelarsi l’erede che ha appreso l’esistenza di ingenti prelievi dal conto corrente del de cuius?
In primo luogo, molti si chiedono se vi è responsabilità dell’Istituto di Credito nei confronti degli eredi nell’ipotesi in cui, dopo la morte del cointestatario, il cointestatario in vita ha prelevato delle somme dal rapporto bancario.
Sul punto, la Giurisprudenza di legittimità ha recentemente confermato che, la cointestazione del rapporto bancario, con potere disgiunto di compiere operazioni, bancarie attive e passive, sopravvive alla morte di uno dei contitolari.
Pertanto, dopo la morte dell’altro cointestatario, il contitolare può procedere al prelievo dal conto corrente cointesto, senza che si configuri responsabilità della Banca verso gli eredi dell’altro contitolare (cfr. Cass. Civ., ord. n. 7862 del 19 marzo 2021).
Gli eredi, dunque, non possono agire nei confronti della Banca che abbia consentito al prelievo di tutto o parte del saldo del rapporto.
Se pure gli eredi non possono agire nei confronti dell’Istituto di Credito che ha liquidato somme al contitolare, gli stessi possono agire, a determinate condizioni, direttamente contro il contitolare.
Alessandra Giordano ed Elena Laura Bini, avvocati dello Studio Legale Lambrate
In effetti, gli eredi possono agire nei confronti del contitolare, facendo valere il fatto che il rapporto bancario, se pure formalmente cointestato, era alimentato esclusivamente da liquidità del de cuius e sono questo unicamente riferibili.
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