Il Tribunale di Roma avrebbe confermato per la terza volta violazioni commesse dai vertici dell’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa e ordinato uno stop ai rinnovi congressuali.
A sottolineare gli eventi è Aiccre Lombardia: «Da 17 mesi i vertici e gli organi nazionali dell’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – AICCRE – occupano illegittimamente cariche sia in Italia che in Europa, e per non lasciare questi incarichi sono strenuamente impegnati a difendere il loro operato senza motivazioni giuridiche. Ben tre provvedimenti del Tribunale di Roma, il primo in data 29.11.2021, il secondo del 27.4.2022 e il terzo del 18.8.2022 hanno sancito la gravità delle violazioni commesse nell’Assemblea Congressuale della primavera 2021 “che incidono sulla rappresentatività degli associati in seno al Consiglio Nazionale”. Nel provvedimento di sospensione di pochi giorni fa il Tribunale conferma la necessità di imporre uno stop per evitare di ledere i “diritti fondamentali dei ricorrenti”. Quattro Federazioni Regionali, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, la Puglia e la Sardegna, insieme ad alcuni Comuni e ad altri soci di AICCRE, sono in prima linea da oltre un anno e mezzo per riportare la legalità nell’Associazione Nazionale invocando il rispetto dei diritti fondamentali dei suoi soci. I soci titolari di AICCRE sono le Regioni, le Provincie e le Città Metropolitane, i Comuni, le Comunità Montane, con una netta prevalenza dei Comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, stimati in 900 enti circa, in assenza di dati ufficiali forniti dall’Associazione benché previsti dalle norme che regolano la trasparenza».
Per difendere i diritti dei soci, riconosciuti e confermati da due atti del Tribunali di Roma, con altri Presidenti di Federazioni Regionali, Sindaci e soci individuali siamo dovuti ricorrere nuovamente alla giustizia per chiedere l’applicazione delle misure già ordinate dal Giudice.
Incomprensibile la ragione per la quale un Presidente di Regione, quale è Stefano Bonaccini, rimane ancorato alla sua poltrona associativa senza chiedere conto al Segretario Generale del suo operato in spregio alle regole statutarie, prima ancora che alle disposizioni del Tribunale. Un comportamento che ha dimostrato in questi lunghi mesi la totale mancanza di rispetto istituzionale nei confronti di tutti Comuni, Regioni e Province che versano quasi 1.000.000 di euro in quote associative, senza neppure avere diritto di rappresentanza e di parola. Ancor più sconcertante è la posizione del Collegio dei Revisori dei conti che, per Statuto, devono vigilare sull’osservanza delle leggi e dello Statuto mentre da tempo non vedono, non verificano, non contrastano azioni illegittime.
È una vergogna che un’Associazione come Aiccre abbia continuato ad agire in mancanza di legalità sotto diffuso silenzio di tutti quanti occupavano ruoli e acquisivano incarichi in seno all’Associazione Nazionale, agli organismi europei
come il CCRE – CEMR, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, la più ampia associazione europea di governi locali e regionali d’Europa del quale è Presidente lo stesso Bonaccini – o mondiali, come l’UCLG, World Organization of United Cities and Local Governments. Sono Sindaci, rappresentanti delle Regioni, che dovrebbero ben conoscere le regole della Pubblica Amministrazione. Informati più volte direttamente dei fatti, prima ancora delle ordinanze del Tribunale, non si sono mai posti alcun problema continuando imperterriti a gestire una Associazione di enti pubblici come fosse una Pro Loco.
Forse è ora che la comunità Politica si faccia carico del futuro di questa prestigiosa Associazione che può fornire un prezioso contributo alla costruzione di una Europa dei popoli in un momento difficile come quello attuale, non solo ripristinando i gemellaggi quale strumento di fratellanza universale totalmente accantonati in questi anni, ma intraprendendo rapporti di collaborazione tra le Associazioni dei Consigli dei Comuni e delle Regioni che rappresentano più di 40 paesi nel CCRE- CEMR, ben oltre gli Stati Membri della UE. Una Associazione che nel suo futuro deve guardare con maggior interesse ai Balcani Occidentali e al Mediterraneo, nostri vicini di casa, cogliendo e offrendo opportunità di dialogo per la costruzione di una pace vera tra i popoli.
I provvedimenti emessi dal Tribunale di Roma sin dalla fine dello scorso novembre attestano che gli organismi di AICCRE eletti nel Congresso della primavera del 2021 non sono legittimati ad operare. Presidente, Segretario Generale, Consiglio e Direzione Nazionale, Collegio dei Revisori dei Conti, gestiscono e utilizzano risorse pubbliche garantite prevalentemente dalle quote associative e in parte dai fondi comunitari relativi a progetti europei, senza alcun Bilancio legittimamente approvato. Il tentativo invocato dai legali di Aiccre per impedire il blocco dell’attività associativa finalizzato a scongiurare la paralisi della stessa è stato rigettato dal Tribunale di Roma che, nell’ultimo provvedimento in ordine di tempo, a tal proposito afferma come la sospensione degli atti impugnati non producono alcun pregiudizio all’Associazione, “ben potendo la stessa convocare nuovamente il Consiglio Nazionale e approvare il Regolamento congressuale osservando le regole statutarie”.
Speriamo che questa farsa politica, che sta sottraendo energie e risorse economiche garantite dalle quote associative dei Comuni e degli enti aderenti ad Aiccre finisca subito: altro non si può definire quello che sta accadendo se non una presa di posizione politica operata dai vertici nazionali e un tentativo di occupare con colpi di mano una Associazione per fini diversi da quelli costitutivi, avendo il Tribunale di Roma sancito nuovamente le illegittimità commesse sul piano operativo. Solo un Comitato di Garanzia composto dalle parti in causa può mettere fine a questa situazione, perché è impensabile procedere al rinnovo congressuale al “buio”, senza conoscere chi sono gli iscritti ad Aiccre e da chi sono rappresentati. Al Presidente Bonaccini compete la responsabilità di ripristinare il rispetto delle regole democratiche e la legalità senza ulteriori indugi, sapendo a priori che non sarà un Congresso che potrà sanare le altre irregolarità evidenziate
Milena Bertani, Presidente Federazione Aiccre Lombardia
