Un documentario che indaga nell’intimo più profondo delle relazioni per comprendere dove nasce e come si insinua la violenza, solitamente difficile da decifrare, ma minacciosa. È la trama di Un altro domani, film diretto da Silvio Soldini, che sarà proposto giovedì 8 giugno alle 21 al Troisi (ingresso 5 euro). Per l’occasione in sala saranno presenti il regista del film e la sceneggiatrice Cristiana Mainardi che racconteranno la loro esperienza nel costruire un racconto sulla violenza di genere.
L’opera proposta consiste in un affresco umano, composto dalle testimonianze degli autori di violenza, delle vittime di maltrattamenti e stalking, degli orfani di femminicidio, di tutti coloro che ogni giorno si occupano del problema: forze dell’ordine, magistrati, avvocati, centri antiviolenza, psicologi e criminologi che seguono percorsi trattamentali per uomini. L’Assessora ai Servizi di Welfare Francesca Micheli aggiungerà una testimonianza su quanto realizzato dalla Rete Antiviolenza del Sud Est Milano (di cui il nostro Ente è Comune capofila) per sostenere le donne vittime di violenza.
Il docufilm di Soldini fotografa una realtà che purtroppo è drammaticamente sempre attuale. La violenza di genere è in primis un tema culturale. Sono quindi necessarie attività culturali, educative oltre che azioni concrete da parte di ogni singolo cittadino/a, delle associazioni, delle persone di cultura e arte, delle istituzioni, delle reti che si occupano di questo tema e della politica. Non si può affrontare un tema tanto complesso con i soli strumenti che la cronaca ci fornisce. C’è molto di più e questo docufilm è proprio uno degli strumenti che aiutano tutti noi nella comprensione di un fenomeno in continua crescita che rischia di essere ormai “normale” agli occhi di tutti noi, anche a causa anche della frequenza quotidiana delle notizie che arrivano dalla cronaca. Sono molto grata a Soldini e Mainardi per questa opera: grazie a loro possiamo avvicinarci tutti a questo tema con occhi e punti di vista diversi e non solo per addetti ai lavori. Prima della visione del film avrò il piacere di raccontare ciò che la Rete Antiviolenza del nostro territorio costruisce e realizza quotidianamente per accompagnare le donne che subiscono violenza, e anche le iniziative per gli uomini che invece vengono inseriti in progetti rieducativi volti a diminuire il rischio di recidive. Chiudo facendo una richiesta: per rafforzare l’azione del Comune, è possibile destinare il 5 per mille al nostro Ente. Per farlo è sufficiente firmare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi. I fondi raccolti saranno utilizzati per promuovere progetti destinati alla prevenzione e al contrasto della violenza e al sostegno delle vittime.
Francesca Micheli, assessora ai Servizi di Welfare.
