Ogni canzone una storia di vita. Princesa per Rocco, Ho visto Nina volare per Antonio. E poi Fabio, Giuseppe, Raffaele, un immigrato magrebino… La Trasgressione Band, guidata da Juri Aparo, psicoterapeuta e presidente del Gruppo Trasgressione.net che si occupa di carcere, di detenuti ed ex detenuti, di contrasto al bullismo e alla delinquenza, ha proposto sabato sera in un Teatro Civico di Rho sold out numerosi brani di Fabrizio De André alternandoli a letture, interventi, testimonianze.
Presenti in sala il vicesindaco Maria Rita Vergani, l’assessora alla Cultura Valentina Giro, il consigliere regionale Carlo Borghetti.
Detenuti di Bollate, Opera, San Vittore hanno raccontato vite fatte di scelte sbagliate, l’accettazione di errori e fallimenti, la riscoperta dell’uomo che resiste in loro oltre i reati commessi. Nuccia e Luigi Negrini hanno dato voce ai tanti volontari, insieme con il pm Francesco Cajani e con Marisa Fiorani, mamma di Marcella Di Levrano, uccisa dalla Sacra Corona Unita.
Obiettivo del gruppo è “dare significato al sangue versato”, in percorsi che “ci riguardano tutti come società civile”. E’ “accompagnare chi sente di avere una identità criminale a diventare persona”. Qualcuno dei reclusi lo ha dichiarato senza mezzi termini: “Ho tolto la vita a una persona e grazie a questo gruppo sto trovando me stesso”.
“Nelle pieghe delle sofferenze c’è un cielo a cui aspirare – ha detto Aparo – Anime doloranti sanno diventare creative. Noi cerchiamo solo di fornire loro degli strumenti per ritrovare loro stesse”.
“Ho ascoltato racconti che toccano in profondità – ha detto il Sindaco Andrea Orlandi – A un certo punto il Ministero di Grazia e Giustizia ha perso la prima denominazione, invece è nella Grazia che trovo lo scopo del carcere: guardare alla persona perché si rispecchi nei valori della giustizia. Significa mettere al centro percorsi, errori, ma anche la forza interiore e questa dovrebbe essere la funzione riabilitativa. Stasera vediamo come sia possibile ritrovare quella funzione riabilitativa. Il Gruppo Trasgressione indica la strada: dietro ogni persona c’è una ricchezza che ha bisogno di essere scoperta e accompagnata da tutti”.
Chiamato sul palco anche il prevosto don Gianluigi Frova, che prende parte ad alcuni laboratori in carcere: “Un prete comprende Dio quanto più va a scuola di umanità. Il pozzo è profondo a volte, occorre il secchio giusto. Juri Aparo è il secchio giusto”.
Gran finale con Creuza de ma: “Nel brano il diavolo seduce portando verso il mare. Nella nostra esperienza il diavolo distrugge gli strumenti che utilizziamo, ma noi continuiamo a ricostruirli”.
Un grazie a Luigi Negrini per l’organizzazione.
